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AUDITOR HALAL - Primo Corso in Italia
data 16-01-2011
» AUDITOR HALAL - Primo Corso in Italia

In  arabo la parola Halal  significa “lecito”,  e si contrappone alla parola haram che vuol dire “proibito”.
Il concetto comprende, la condotta morale, il modo di parlare, l’abbigliamento, ed anche le norme alimentari.
Per chi aderisce alle leggi dell’Islam certi alimenti (come l’alcool e la carne di maiale) sono totalmente proibiti, altri, come la carne non suina, per potere essere consumata deve essere macellata secondo le linee tradizionali indicate nella Sunna.
La Sunna è l’insieme degli atti del Profeta Maometto, dopo il Corano costituisce la seconda fonte della legge islamica, seguita dal 90% dei musulmani (i Sunniti, appunto).

Senza addentrarci nelle differenze tra halal  "Bismillah" di primo e di secondo tipo, c’è da dire che il consumo dei cibi Halal è in netta espansione, in Europa così come in Italia.

Nel 2003 il mercato europeo del settore ha fatturato circa 25 miliardi di euro, ed a Roma, nel febbraio del 2010 ha aperto il primo punto vendita di prodotti arabi firmato Coop, tutti i prodotti esposti sono  certificati dagli Imam, e riportano etichette e depliants in arabo ed in italiano.
Nel 2005 i musulmani presenti in Europa erano circa 51,2 milioni, le proiezioni indicano che nel 2011 il loro numero supererà i 54,7 milioni. In Italia ci sono circa 2 milioni di musulmani.
Quando parliamo di musulmani non dobbiamo pensare soltanto agli arabi; è vero, infatti che quasi tutti gli arabi sono musulmani, ma non è altrettanto vero il contrario. Su 1,6 miliardi di musulmani presenti nel mondo, soltanto iI 15-20% sono arabi.

Rispetto ad una famiglia non islamica, una famiglia islamica destina una percentuale maggiore del proprio reddito all’acquisto di generi alimentari: il 30% rispetto al 14%.

Il mercato Halal riguarda:

  • i generi alimentari;
  • la cosmesi;
  • la medicina;
  • la finanza.

Il quotidiano “La Repubblica” riferisce che il “settore halal” vanta un incremento annuo costante del 15%, i rischi, per i musulmani, di imbattersi in prodotti “haram”, cioè impuri, vanno infatti dall’alimentare, ai prodotti farmaceutici ed a quelli dedicati alla cura della persona.
TUV Italia S.r.l., ente di certificazione internazionale, ha elaborato un schema di certificazione HALAL secondo le linee guida internazionalmente riconosciute.
Lo schema è stato elaborato congiuntamente a Confcredito ed alla Associazione Culturale Islamica/Moschea “Zayd Ibn Thabit” (la Comunità Islamica più autorevole e numerosa del Centro-Sud Italia).

Interessante il breve filmato che invitiamo a visionare, cliccando sull'immagine. 

Di recente TUV Italia S.r.l. ha sancito la prima certificazione Halal di un’azienda di portata internazionale: la “EspressAroma S.p.a.”. Durante l’edizione 2010 di “TechnologyBiz” (il principale appuntamento del Sud Italia sui temi delle soluzioni tecnologiche professionali e dell'innovazione), Antonio Lucisano, Direttore Generale del Consorzio di Tutela del Formaggio Mozzarella di Bufala Campana D.O.P., si è impegnato sulla certificazione halal  del prodotto principe della tavola campana, meridionale e mediterranea: la mozzarella di bufala.

Data la crescente richiesta di professionisti del settore, l’Ordine dei Chimici della Campania, in collaborazione con “TUV Italia S.r.l.”, sta verificando la possibilità di organizzare il primo corso in italia per “Auditor Halal”.

Referente ordinistico per le iniziative nel settore il Dott. Dario Tuccillo.

 

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