Si sostiene ormai da più parti che le auto del futuro saranno elettriche, sia per far fronte all’inevitabile esaurimento dei carburanti derivanti dai fossili, sia per un maggior rispetto e tutela dell’ambiente. Fino a qualche anno fa le auto elettriche erano solo un miraggio e le uniche viste in circolazione erano quelle sui campi da golf. Poi sono arrivate le prime city-car, auto molto piccole e leggere che non potevano superare i 40 chilometri orari. Ma oggi il settore delle automobili elettriche ha fatto grandi passi in avanti mettendo a disposizione delle auto dalle dimensioni “normali”, il che ha portato sempre di più ad interrogarsi su alcune problematiche, prima tra tutte quella sulla modalità di ricarica. Qualche tempo fa la Energrid aveva proposto due possibili soluzioni al problema della ricarica delle auto elettriche.
La prima ipotizza in sostanza l’istallazione nelle stazioni di rifornimento tradizionali di una colonnina di elettricità, mentre la seconda prevede delle batterie di scorta, ovvero la necessità di installare su ogni vettura una batteria di riserva da utilizzare quando la batteria principale della vettura è da ricaricare. Tutte e due le soluzioni sono praticabili, ma per il momento non ci si è ancora orientato né sull’una ne sull’altra. Nel frattempo, invece, nel dibattito su quale sia la soluzione per il problema delle ricarica delle auto elettriche si sta inserendo un’altra possibilità, più veloce e pratica rispetto a quelle prospettate.
Si tratta della cosiddetta ricarica wireless, ovvero un sistema di ricarica ad induzione che potrebbe permettere alle vetture elettriche di ricaricarsi in maniera veloce e con una spesa molto contenuta. Il progetto, sviluppato da Flander’s Drive, Volvo, Van Hool, Bombardier e altri partner internazionali, sarebbe il seguente: per ricaricare la vettura elettrica sarebbe sufficiente parcheggiarla su un’apposita piattaforma sotterranea e accedere al sistema di ricarica tramite la rete wireless. La ricarica sarebbe così veloce, pratica e fattibile ovunque proprio perché si sfrutterebbe il sistema wireless. Il prototipo al momento allo studio è una batteria progettata dalla Volvo che potrebbe arrivare ad assicurare una durata anche di un ora e venti minuti se la batteria è completamente scarica. Ma come funzionerebbe questa ricarica induttiva?
In pratica si seppellirebbe sotto la pavimentazione una piastra di ricarica costituita da una bobina e capace di generare un campo magnetico. Così quando l’auto è parcheggiata sulla piastra, l’energia di quest’ultima verrebbe trasferita senza contatto fisico alla vettura proprio tramite induzione. L’energia viene trasferita in corrente alternata e poi trasformata in corrente continua nel convertitore di tensione integrato nella vettura che, a sua volta, andrebbe a ricaricare la batteria. Questo sistema potrebbe essere istallato sia in abitazioni private, magari sul vialetto di casa, sia in spazi pubblici consentendo così alle auto elettriche di poter essere ricaricate ovunque.