Stando ai dati presentati in un recente rapporto dell’IPCC, entro il 2017 l’Europa dovrebbe essere in grado di raggiungere la grid parity tra fotovoltaico e energia prodotta a partire dai combustibili fossili. Secondo la ricerca condotta da Sven Teske, autore del rapporto Special Report on Renewable Energy and Climate Change Mitigation, l’unico fattore che potrebbe impedire il raggiungimento della grid parity da parte del fotovoltaico rispetto ai combustibili fossili potrebbe essere la politica degli incentivi.
Ma che cos’è la grid parity?
In sostanza la grid parity è l’orizzonte economico a cui si riferiscono gli operatori del fotovoltaico, e rappresenta quindi il momento in cui il costo dell’energia fotovoltaica è minore o uguale al costo dell’energia dalla rete. In sostanza entro il 2017 sarebbe possibile raggiungere questa condizione di equità in relazione al verificarsi di due tendenze diverse e complementari. Se da un parte, infatti, negli anni a venire il costo dei pannelli fotovoltaici tenderà a diminuire in relazione alle innovazioni tecnologiche e alle economie di scala, dall’altra il prezzo dell’elettricità da rete salirà a causa dell’incremento del costo dei combustibili fossili. E’ chiaro che il punto di parità dipenderà molto dal livello di irraggiamento raggiunto dal sole in una determinata zona e dal costo vigente sempre in quell’area del kWh. Così, ad esempio, se negli Stati Uniti sarà possibile raggiungere la grid parity già nel 2015, in Italia lo stesso obiettivo potrebbe essere conseguito tra il 2015 e il 2018, sebbene alcuni analisti, tra i quali Winfried Hoffmann, sostengono che in alcune regioni del nostro paese, Sicilia in testa, la grid parity sia stata già conseguita.
Detto questo vediamo quali sono stati i risultati raggiunti dal Rapporto. Il direttore per le fonti rinnovabili di Greenpeace, Teske, si dice sicuro come l’Europa riuscirà a raggiungere la grid parity entro il 2017, sebbene questo risultato fosse atteso in paesi come l’Italia, la Spagna, la Francia e la Germania già entro il 2015.
A dare man forte alle previsioni di Teske, quelle fatte dall’European Photovoltaic Industry Association qualche tempo fa che aveva fissato il termine massimo entro il 2020. Eleni Despotou, segretario generale dell’Associazione Europea dell’Industria Fotovoltaica(EPIA), ha chiarito come:
“Il raggiungimento della grid parity dipenderà dalla posizione geografica del paese e dal prezzo dell’energia elettrica. Recentemente abbiamo condotto uno studio che dimostra che in Italia si è in grado di raggiungere la grid parity nel giro di due anni, in Germania entro il 2017 e in Spagna entro il 2016.”.
Tuttavia Despotou non ha potuto fare a meno di mettere in guardia il Governo italiano sulla politica portata avanti in questi anni e sul fatto che la retroattività dei provvedimenti rischia di alimentare le speculazioni e di far letteralmente fuggire in altri paesi gli investitori più interessati al fotovoltaico, come è già avvenuto nel caso della First Solar che ha preferito investire in Cina e negli Stati Uniti.
Un’altra opportunità di sviluppo sfumata, speriamo solo che sia l’ultima.