PORTALE A CURA DELL' ORDINE DEI CHIMICI della campania
Tutto il mondo è social, ma cosa sono i social network?
data 13-02-2011
» Tutto il mondo è social, ma cosa sono i social network?

 

 
Oggi tutti hanno almeno un profilo su uno dei tantissimi social network esistenti in Rete. Una vera e propria “epidemia” che ha contagiato tutti, giovani e meno giovani, che si divertono ad intrecciare rapporti sulla rete, recuperando vecchie amicizie o facendone di nuove, condividendo notizie e foto, insomma tenendosi in contatto anche a distanza. 
Ma quando sono nati i social network e come si sono evoluti nel corso del tempo?
Nel 1997 veniva lanciato il sito web Six Degrees, il cui nome derivava dall’idea che esistessero sei diversi gradi di separazione tra le persone. Il sito, considerato a ragione il precursore di moderni social network molto noti, non ebbe lunga vita, in quanto rimase aperto solo fino al 2001, permetteva agli utenti di gestire antipatie e simpatie, riempiendo in questo modo gli anelli di separazione. Un vero e proprio precursore che ha fatto da apristrada ad una serie di social network del tipo social-circles network mode come ad esempio LinkedIn, Xing ed altri. Inizialmente questo esperimento venne accolto con un certo sospetto, così che furono necessari altri tre anni prima che Internet potesse consolidarsi e cominciasse ad essere considerato personale ed interattivo.
Dopo Six Degrees fu la volta di LinkedIn, un social network che dava la possibilità ai professionisti di interagire l’uno con l’atro e di creare una rete di contatti che andasse al di là della sola ricerca di amicizie ma permettesse di allargare i propri contatti lavorativi, e di MySpace che rappresentò una vera e propria svolta. Fondato da Chris DeWolf e da Tom Anderson, già  membri di Friendster, My Space colpì nel segno offrendo ai propri utenti il controllo totale dei contenuti e diffondendosi come una sorta di virtuale self-expression, dove musicisti, celebrità, start-up, candidati presidenziali e semplici cittadini potevano costruire la propria identità on-line.
Il 2003 fu anche l’anno del social network per eccellenza, Facebook, ideato da un semplice studente universitario, Mark Zuckerberg, che inizialmente lo sviluppò solo in relazione alla propria rete di contatti universitari. L’idea ebbe un tale successo che da Harvard, Facebook venne esteso anche ad altri campus, poi a scuole medie sino a divenire un fenomeno di portata mondiale. Questo avvenne perché la possibilità di familiarizzare semplicemente collegandosi alla Rete dava agli utenti la possibilità di rimanere costantemente in contatto, trovando nuovi amici in qualsiasi parte del mondo o rintracciando persone che si erano perse di vista: insomma i social network stavano rendendo il mondo molto più piccolo. Non si possono non citare YouTube che, nato appena quattro anni fa, è diventato un vero e proprio fenomeno di massa, o Twitter che spopola soprattutto negli Stati Uniti e molti altri siti di social che stanno rivoluzionando il modo di comunicare e di interagire.
Con il grande sviluppo del Web 2.0, è infatti passata l’epoca nella quale si rispondeva alle mail o si interagiva in chat, giungendo invece ad un nuovo concetto di interazione in tempo reale. Oggi è possibile inviare un tweet a centinaia o migliaia di persone e avere le risposte da ogni parte del mondo in pochissimi secondi. Non solo si possono condividere video, notizie, si può postare sul proprio profilo, si può votare, esprimendo così il proprio parere, il tutto in pochissimi secondi.
Ma veniamo ai dati. Pare che oggi siano circa 107 milioni gli iscritti a MySpace e 400 milioni quelli che aderiscono a Facebook, solo per citare i social più diffusi, mentre per quanto concerne il profilo degli iscritti, pare che l’utente medio abbia una età compresa tra i 18 e i 40 anni e che per la maggior parte si tratti di studenti, professionisti o comunque persone mediamente istruita che abbia una buona capacità di cogliere le novità del mercato. 
Per quanto riguarda la funzione dei social network, quella di strumento di intrattenimento e di comunicazione online, è nota a tutti sebbene non si debba commettere l’errore di considerarli tutti uguali. Facebook, MySpace, Flickr, YouTube, LinkedIn, Twitter sono infatti le diverse facce di un fenomeno che sta segnando sempre più decisamente l’epoca del Web 2.0. Per analizzare bene il fenomeno, bisogna quindi stare attenti alle sfumature, visto che in futuro la battaglia si giocherà non più sulla capacità di usare i media digitali ma sulla possibilità di discernere i contenuti. Ne segue che il fattore determinante per il futuro sviluppo dei social network sarà quindi il “cosa” si condivide sul Web e non più il “quanto”, visto che la qualità delle relazioni sarà determinante rispetto alla quantità, identità ed omogeneità delle relazioni stesse. Allo stesso tempo non si potrà più definire i social network come una moda passeggera, mentre molto più virtuoso è individuarne i pro e i contro per capire realmente se i social network sono davvero strumenti relazionali per una vasta fascia di persone. A tal proposito un’indagine condotta da Aegis Export per conto di MySpace ha analizzato i comportamenti e le preferenze degli internauti italiani e il ruolo dei social all’interno del panorama di intrattenimento. I risultati dello studio hanno confermato la funzione di contatto e di svago delle reti sociali e il fatto che queste siano considerate come una naturale evoluzione degli strumenti di socializzazione del Web 1.0, ovvero dei blog, delle chat e delle prime piattaforme della condivisione dei video. Tuttavia ciò che realmente aggrega non è il puro contatto relazionale, ma i contenuti espressi, ovvero la possibilità di comunicare in modo strutturato e personalizzato. Questa sarebbe la differenza tra un social come appunto MySpace e la virilità di uno come Facebook: sul primo si crea attraverso i contenuti il proprio autoritratto sul secondo invece si pubblica la propria carta di identità. Una differenza non da poco con la quale si spiega anche la diversità tra un social e l’altro, ovvero la propensione a divenire un canale di comunicazione strategico anche per le aziende. Tra i contro quello più evidente e che ha fatto finire spesso i social network sotto accusa, soprattutto Facebook, è la lesione del diritto della privacy e la divulgazione, senza alcuna attenzione alla salvaguardia dei dati personali, di informazioni private che non si vorrebbe far conoscere a tutti.
 
Ufficio stampa
per Chimicionline

CERCA

VIDEO RECENTI

videoCementificio alternativo al termovalorizzatore
Utilizzare il cementificio di Salerno o altri impianti simili per smaltire i rifiuti. L'ipotesi, prevista anche dal piano provinciale sarebbe 90 volte migliore, dal punto di vista ambientale, rispetto ad un termovalorizzatore tradizionale. A sostenerlo uno studio scientifico presentato oggi dalla Cna.
» tutti i video