
A questa domanda risponde il primo regolamento adottato ieri dalla Commissione europea che stabilisce quando un materiale recuperato dai rifiuti cessa di rientrare in questa categoria e può essere considerato un altro prodotto o una materia prima seconda.
Man mano che si diffonde la pratica di trattare e riciclare i rifiuti generati dalle industrie e dai consumatori per ottenere materie prime seconde e nuovi prodotti, cresce l’esigenza di stabilire con precisi criteri quando i materiali recuperati cessano di essere rifiuti. Una prima risposta arriva dal primo regolamento in materia adottato ieri, con l’obiettivo di stimolare i mercati del riciclaggio in Europa, dalla Commissione europea che indica i requisiti per i quali rottami di ferro, di acciaio e di alluminio rientrano a pieno titolo nella catena della produzione industriale.
"Dobbiamo iniziare a trattare i rifiuti come una risorsa preziosa e l’adozione odierna di criteri su quando un rifiuto cessa di essere tale per i flussi di materiali costituirà un autentico stimolo per le industrie e i servizi di riciclaggio in Europa. – ha commentato soddisfatto, Janez Poto?nik, commissario Ue per l’Ambiente - Si tratta di un nuovo importante passo verso l'obiettivo che l'Ue si è posta di diventare una società che ricicla e che utilizza in modo efficiente le risorse.”
Il regolamento mira a “creare certezza giuridica e parità di condizioni per l'industria del riciclaggio”, ad eliminare per tale settore gli oneri amministrativi superflui escludendo dall’ambito di applicazione della normativa sui rifiuti le materie prime secondarie sicure e pulite, e a contribuire all’approvvigionamento di materie prime preziose per le industrie europee consentendo notevoli vantaggi economici e ambientali.