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Satellite misura la qualità dell'aria e delle misure antismog
data 14-10-2011
» Satellite misura la qualità dell'aria e delle misure antismog

  Il 2011 sarà un anno record per quello che riguarda l’inquinamento delle metropoli del nord e in Valle Padana. Le stime sugli ‘sforamenti’ fatte fino al mese di settembre, ad esempio, dicono che Milano è già ampiamente oltre i limiti consentiti. La novità è, per quello che riguarda lo smog, che è stato presentato uno strumento che certamente non risolve il problema, ma almeno aiuta a fare chiarezza sul tema. Non abbatte le polveri sottili, ma mette le amministrazioni pubbliche nelle condizioni di potere valutare fino in fondo situazioni, responsabilità, efficacia della misure di contrasto. Di capire se le multe eventualmente subite dalla Ue sono meritate fino in fondo.

La tecnica è stata messa a punto dagli scienziati del Max-Planck-Institut fuer Chemie a Mainz, in Germania. Si sfruttano i dati raccolti dal satellite per misurare gli ossidi di azoto presenti nell'aria delle aree metropolitane. I ricercatori hanno ideato un metodo per misurare contemporaneamente le emissioni di ossidi di azoto e la vita media di queste sostanze, attraverso rilevazioni da satellite, analizzando il comportamento di queste sostanze in differenti condizioni di vento.

Le grosse metropoli sono un'immensa fonte di inquinamento con un grosso impatto sulla qualità dell'aria e sul clima. Tuttavia l'inventario delle emissioni in molte delle mega città da oltre 10 milioni di abitanti sono molto incerti, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Le rilevazioni da satellite permettono stime dall'alto al basso delle emissioni di ossidi di azoto.

Queste sostanze, tipicamente emesse nei gas di scarico, possono percorrere lunghe distanze causando problemi ambientali e di salute come lo smog e il buco nell'ozono, in luoghi anche lontani dalla fonte da cui sono stati emessi.

Così il sistema si presta forse a risolvere anche il problema annoso della congruità delle multe Ue. Chi viene sanzionato per gli sforamenti dei limiti, infatti, potrebbe provare a dimostrare che l’inquinamento fuori norma sul suo territorio dipende dall’invasione di smog non ‘proprio’, ma dovuto a fonti transfrontaliere, che è l’unica eccezione ammessa per evitare il pagamento della multa o averlo ridotto, se si riesce però nel fin qui complicato esercizio di provare la correttezza della tesi difensiva e indicare i veri colpevoli.

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