Finalmente sanciti in un decreto legge (n.2 del 25/01/2012 “Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale”) i veri criteri di biodegradabilità per i sacchetti in plastica, ovvero la compostabilità secondo la norma europea EN13432. Infatti, ad un anno dal bando dei sacchetti non biodegradabili, in circolazione, oltre ai sacchetti biodegradabili e compostabili, si trovano i cosiddetti “additivati”, ottenuti aggiungendo degli additivi alle plastiche tradizionali. Questa tipologia di shopper non può essere smaltita con l’organico ed è almeno il 10% meno biodegradabile del compostabile (ottenuto dall'amido di mais). In molti, dai produttori di bioplastica agli ambientalisti, hanno a più riprese chiesto che si facesse chiarezza su uno scenario fino ad oggi ambiguo: la normativa di messa al bando dei sacchetti di plastica, infatti, non spiegava in maniera inequivocabile che cosa si intendesse per “biodegradabile”; le interpretazioni erano varie e questi sacchetti “di serie B”, di conseguenza, non erano illegali. Ora che è stata finalmente fatta chiarezza su un "equivoco" che rischiava di vanificare la messa al bando dei sacchetti in plastica, è auspicabile che ci sia una corretta informazione sull'utilizzo dei sacchetti "biodegradabili e compostabili", gli unici adeguati alla raccolta della frazione umida.
Fonti:
http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/sacchetti-e-legge-il-nuovo-bando-vietati-quelli-con-additivi-legambiente-finalm http://energia24club.it/articoli/0,1254,51_ART_145776,0.html http://www.greenews.info/prodotti/sacchetti-per-la-spesa-basta-con-i-finti-compostabili-additivati-20120116/
a cura di F. D'Urso